INTERVENTO PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVI DISPOSITIVI E NUOVE RETI PER LA RACCOLTA E LO SMALTIMENTO DELLE ACQUE METEORICHE NELLA ZONA DEL TEATRO ROMANO E DI VERONETTA, NEL COMUNE DI VERONA

L’area oggetto di intervento, nel Comune di Verona, è la zona denominata “Veronetta” (figura 1), nel tratto che va da Porta San Giorgio a Piazza Isolo, tratto prospiciente all’ansa del fiume Adige e servito dal collettore fognario di rete mista 8M.

Nell’ambito del Progetto Definitivo è stato analizzato lo stato della rete idraulica dell’area, giungendo a rilevare le cause che determinano l’insufficiente capacità di deflusso durante gli eventi meteorici di maggiore intensità ed a proporre gli interventi da realizzare per risolvere tali insufficienze idrauliche .


Figura 1: Ortofoto dei bacini interessati

Ai fini dello studio idraulico la zona è stata suddivisa convenzionalmente in due bacini “A” e “B”, posti rispettivamente a monte e a valle del Teatro Romano.

In ciascuno dei due bacini si registra la presenza di un’area caratterizzata da una depressione di quota nella quale, in occasione di precipitazioni di forte intensità, si raccolgono le acque meteoriche: si tratta di Piazzetta Santo Stefano e di Corticella San Faustino, facenti parte rispettivamente del bacino “A” e “B”.

L’obiettivo principale del presente progetto esecutivo, redatto sulla base del progetto definitivo già approvato da Acque Veronesi, è la risoluzione delle situazioni di insufficienza della rete di captazione e collettamento che provocano lo scorrimento superficiale delle acque meteoriche e l’allagamento delle aree già menzionate.

A tale proposito si ritiene che i fenomeni di allagamento che hanno interessato queste zone non siano da imputare solamente a carenze della rete di collettamento, ma anche ad una serie di situazioni concomitanti quali:

  • la particolare morfologia a conca delle aree oggetto di intervento;
  • le mutate condizioni meteorologiche che, a parità di precipitazione annua totale, si manifestano con eventi concentrati di maggiore intensità;
  • la difficoltà riscontrata nel raccogliere e canalizzare l’acqua meteorica su percorsi acclivi e fortemente urbanizzati;
  • lo scarico sul sedime stradale delle acque meteoriche raccolte dai tetti delle abitazioni.

L’analisi degli aspetti critici citati ha portato a delineare una linea di intervento progettuale sia su scala di bacino, con un potenziamento del sistema di captazione superficiale ed un adeguamento della rete di condotte, sia su scala locale con la realizzazione di opere puntuali in grado di eliminare le problematiche di allagamento delle zone residenziali di valle a causa del convogliamento di acque meteoriche non intercettate che, per ruscellamento, scorrono sulle superfici pavimentate.

Iter amministrativo
Il Programma degli Interventi di Acque Veronesi ha previsto “Interventi urgenti per l’adeguamento del sistema fognario di Veronetta (collettore 8M), 1°stralcio, nel Comune di Verona”.

A – In questo contesto Acque Veronesi ha pianificato un nuovo intervento denominato “Adeguamento del sistema fognario dei bacini denominati Teatro Romano e Veronetta” nel Comune di Verona a carico del SII (Servizio Idrico Integrato), predisposto nell’anno 2009.

Tali opere costituiscono uno stralcio dell’intervento inserito nel Piano d’Ambito dell’A.A.T.O. Veronese, approvato dall’Assemblea dell’Autorità con delibera n. 6 in data 20/12/2011 con codice B.4-16, denominato “Ristrutturazione collettore fognario 8M con posa nuova condotta zona San Giorgio e rifacimento e/o potenziamento sollevamento – Adeguamento idraulico della rete di Veronetta”.

Il Comune di Verona ha evidenziato la necessità di effettuare, contestualmente ai predetti lavori, anche alcuni interventi sui dispositivi e sulle reti per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche presso la zona del Teatro Romano e di Veronetta, dato che dette acque confluiscono nella rete fognaria di competenza di Acque Veronesi, al fine di evitare il ripetersi di allagamenti, già più volte verificatisi in tale zona in occasione di precipitazioni intense. Allo scopo è stata contattata Acque Veronesi, che ha dato la propria disponibilità avendo rilevato che la realizzazione in via unitaria delle due tipologie di interventi sopraindicati comporta sia un risparmio di spesa, in quanto evita la necessità di più appalti con duplicazione di lavorazioni comuni – quali scavi e finiture di pavimentazione – sia una notevole riduzione dei tempi di esecuzione dei lavori in un’area urbana soggetta ad intenso traffico veicolare;.

Acque Veronesi, che aveva già predisposto e approvato con Determinazione del Direttore Generale n. 3620 in data 27-03-2009 il progetto preliminare dei lavori di adeguamento della rete fognaria mista, ha revisionato tale progetto per consentire di realizzare sinergicamente le opere, ponendo particolare attenzione anche alla minimizzazione del disagio apportato al traffico locale e di attraversamento mediante la sincronizzazione delle operazioni nell’esecuzione dei lavori.

Alla luce di ulteriori indagini e monitoraggi condotti sulla rete esistente e sui bacini interessati dal riordino e dall’estensione della rete di raccolta e di smaltimento, è stato eseguito l’aggiornamento del precedente progetto riservandosi di apportare eventuali modifiche e adeguamenti locali dopo l’esito della conferenza di servizi approvativa.

Il Comune di Verona ha conseguentemente inserito tali interventi nel Programma Triennale dei lavori pubblici, avendo come riferimento il progetto preliminare predisposto da Acque Veronesi, facendosi carico della quota delle opere attinenti alle acque meteoriche.

B – Acque Veronesi ha successivamente predisposto in data 16-12-2014 un progetto preliminare/definitivo contenente l’individuazione delle opere necessarie sia all’adeguamento della rete fognaria mista sia alla realizzazione dei nuovi dispositivi e delle nuove reti per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche.

L’intervento presentava un importo complessivo per lavori, sicurezza e somme a disposizione dell’amministrazione  pari a € 1.900.000 al netto d’I.V.A. ripartito tra:

C – Acque Veronesi ha infine predisposto il progetto preliminare/definitivo in aggiornamento al precedente progetto del 16-12-2014, mantenendo lo stesso schema risolutivo e lo stesso importo di finanziamento, al netto d’I.V.A., aggiornando il progetto al Codice degli appalti di cui al D. Lgs. 50/2016 recentemente adottato e aggiornando alcuni elaborati per tenere conto di opere nel frattempo eseguite d’urgenza.

L’intervento presenta un importo complessivo per lavori, sicurezza e somme a disposizione dell’amministrazione pari a € 1.895.000,00 al netto dell’IVA ripartito tra:

La Ritonnaro Costruzioni srl è risultata aggiudicataria della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori (CIG 77311624B5 – CUP I36D08000130005), indicando quale progettista la scrivente G&V srl.

Il presente Progetto rappresenta pertanto l’Esecutivo dell’ultimo aggiornamento del Progetto Definitivo, redatto sulle basi delle migliorie offerte dall’impresa in fase di gara.

Le opere in progetto ricadono nell’ambito del territorio comunale di Verona, il cui assetto urbanistico è normato dal Piano Regolatore Generale e successive varianti tra cui si cita in particolare la Variante 33 “Centro Storico” approvata con D.G.R. n° 6303 del 08/11/1991 e tuttora vigente.

Inoltre dal 28 febbraio 2008 insieme al PRG è in vigore il Piano di Assetto del Territorio, che avendo recepito anche le indicazioni più recenti dei piani di area vasta, quali il PTRC, il PAQE e il PTCP, è lo strumento di riferimento per gli aspetti di compatibilità urbanistica e salvaguardia paesaggistico-ambientale connessi alla realizzazione delle opere di progetto.

L’area di interesse del progetto in esame si sviluppa completamente in ambito urbano ed è classificata come Ambito Territoriale Omogeneo 1 – Centro storico. Tale zona è sottoposta alla tutela di numerosi vincoli a carattere ambientale, paesaggistico ed archeologico, per una descrizione esaustiva dei quali si rimanda alla Studio di Fattibilità Ambientale ed alla Relazione Archeologica facenti parte degli elaborati del progetto definitivo.

Gli interventi prevedono in buona parte la sostituzione di collettori fognari esistenti e interrati a profondità variabile tra 1,00 e 3,00 metri. La maggior parte del lavoro è assimilabile quindi ad una forma di manutenzione straordinaria della rete, che prevede lo scavo, la sostituzione delle tubazioni e il ripristino delle pavimentazioni superficiali preesistenti.

E’ inoltre prevista la sistemazione delle opere di captazione superficiale, con la posa lungo le strade di griglie trasversali in grado di intercettare le portate pluviali. Tali griglie saranno poste in opera con interasse longitudinale di 10 o 20 m, a seconda della pendenza longitudinale della strada.

In Corticella San Faustino, una delle due zone depresse, è inoltre previsto un intervento di salvaguardia costituito dalla realizzazione di un impianto di sollevamento, atto appunto a convogliare le acque che si accumulano in tale area alla rete di drenaggio. La stazione di sollevamento acque meteoriche sarà realizzata sfruttando l’ingombro del pozzo prefabbricato attualmente presente. Non verranno quindi realizzati nuovi scavi profondi ma solamente quelli afferenti la cameretta di collettamento e di mandata dell’acqua da smaltire.

L’impianto di sollevamento consente l’evacuazione di una portata di circa 160 l/s superando un dislivello prossimo ai 7 m sussistente tra la quota di fondo pozzo e la quota di arrivo della condotta di mandata Øe 315 mm su via S. Chiara.

L’impianto di sollevamento è composto da 3 elettropompe sommergibili con elementi in ghisa (portata Q=54 l/s, prevalenza H=8,00 m, potenza nominale P=6,5 kW) costituite da un motore elettrico alloggiato in un vano a tenuta stagna e collegato con albero in acciaio inox alla girante a canale autopulente semiaperto situata in voluta.

Perseguendo lo scopo di scaricare in Adige una portata adeguatamente diluita (grado di diluizione superiore al valore di 5 prescritto da normativa), si è scelto di procedere con la realizzazione di due manufatti scolmatori nel Bacino A e di uno nel Bacino B. Quelli nel Bacino A si trovano in corrispondenza di via Cigno (picchetto P019) e di via Fontanelle S. Stefano (picchetto P027). Il manufatto scolmatore del Bacino B si trova in corrispondenza di via Ponte Pignolo (picchetto P085).

Per consentire l’evacuazione delle portate meteoriche intercettate dal sistema captazione superficiale e transitanti all’interno della rete di condotte, si è disposto di potenziare il sistema di scarico in Adige attraverso la realizzazione di un nuovo tratto di collettore di circa 140 m transitante parallelamente alla sponda sinistra del fiume lungo il percorso pedonale di Lungadige S. Giorgio. Tale condotta è stata collegata allo scaricatore esistente di Piazzetta S. Stefano mediante la realizzazione di un’apposita camera di intercettazione realizzata in opera avente le dimensioni di 210 x 160 x 408 cm.

L’attraversamento del collettore 8M in corrispondenza dell’Interrato dell’Acqua Morta ha poi imposto, già in sede di Progetto Definitivo, di prevedere un sifone. Tale intervento è stato ottimizzato in sede di Progettazione Esecutiva, sia dal punto di vista funzionale sia costruttivo.

Sempre nell’intento di migliorare la capacità di deflusso del bacino e prevenire i fenomeni locali di allagamento, si è disposto anche di procedere con un intervento di riqualificazione dello scaricatore esistente di Piazzetta S. Stefano, attualmente in stato di degrado.

Vi sono poi alcuni tratti di fognatura di nuova realizzazione e più precisamente:

Si ritiene che le opere in progetto siano compatibili con gli strumenti di pianificazione e tutela ambientale vigenti.

Completano le opere una serie di interventi di carattere puntuale, nonché alcune demolizioni, tutti descritti nella Relazione Idraulica del presente Progetto.

Si deve infine segnalare come l’analisi della documentazione fornita da Acque Veronesi abbia consentito l’individuazione in via Madonna del Terraglio di un tratto di collettore di rete mista in cemento-amianto (CAM) esteso una lunghezza di poco superiore ai 60 m.